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Tutela del Paesaggio ed Attività Commerciali

Nel panorama normativo italiano, la tutela del paesaggio e del patrimonio archeologico rappresenta un pilastro fondamentale della legislazione urbanistica e ambientale.

Il recente caso deciso dal Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda Stralcio) con la sentenza n. 04192/2025 del 25 febbraio 2025 ha posto nuovamente l'attenzione sulla difficile conciliazione tra esigenze di accessibilità, attività commerciali e vincoli paesaggistici.

La vicenda ha avuto origine dal ricorso presentato dalla società che gestisce diverse Farmacie, di cui una ad Albano Laziale (RM), contro il parere negativo espresso dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l'Area Metropolitana di Roma Capitale.

La società aveva richiesto l'autorizzazione per installare un ascensore e insegne commerciali in un immobile sottoposto a vincolo archeologico e paesaggistico nel Comune di Albano Laziale.

Tale richiesta era già stata oggetto di un precedente diniego nel 2018, mai impugnato dalla ricorrente.

Nel 2019 la ricorrente società ha ripresentato un'istanza sostanzialmente identica, ricevendo nuovamente un parere negativo basato sulle medesime motivazioni della prima bocciatura.

Parere Paesaggistico Farmacia di Albano Laziale

Il TAR ha comprensibilmente accolto le eccezioni sollevate dall'Amministrazione, dichiarando inammissibile il ricorso per due ragioni fondamentali:

  1. Definitività del Primo Diniego: la mancata impugnazione del primo parere negativo del 2018 ha comportato la sua definitività, precludendo la possibilità di rimetterlo in discussione mediante la semplice ripresentazione di un'istanza identica. Invero ogni atto ha un termine perentorio per essere opposto: qualora questo non si rispetti preclude ogni ulteriore messa in discussione in sede giudiziaria.
  2. Assenza di Modifiche Sostanziali nel Nuovo Progetto: la nuova richiesta presentata nel 2019 non conteneva variazioni significative tali da giustificare una diversa valutazione da parte della Soprintendenza. In base alla consolidata giurisprudenza amministrativa, un diniego confermativo di un precedente provvedimento già definitivo (perchè non impugnato) non può essere oggetto di nuova impugnazione.

Al di la di tutto, anche nel merito, il TAR ha confermato la legittimità del parere negativo della Soprintendenza, evidenziando come l'installazione dell'ascensore e delle insegne avrebbe compromesso l'integrità visiva e la percezione del bene tutelato.

Il diniego è risultato coerente con l'art. 146 del D.Lgs. 42/2004 (Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio), che assegna alla Soprintendenza il potere di valutare la compatibilità paesaggistica degli interventi proposti.

Implicazioni per le Attività Commerciali e le Infrastrutture

Questa sentenza ribadisce un principio chiave per chi opera in ambito commerciale o intende realizzare interventi edilizi su immobili sottoposti a vincoli paesaggistici e archeologici. La tutela del paesaggio non può essere automaticamente derogata per esigenze di accessibilità o attività economiche.

Ogni intervento deve essere valutato caso per caso, e nel caso di specie la valutazione era stata assunta dopo attenta istruttoria.

Per le imprese e gli operatori del settore, è essenziale affidarsi a un'adeguata consulenza legale fin dalle fasi iniziali della progettazione, al fine di evitare dinieghi e contenziosi che potrebbero compromettere gli investimenti.

Un'analisi preventiva della normativa e un dialogo costruttivo con le autorità competenti possono facilitare l'adozione di soluzioni conformi alle prescrizioni di tutela.

Ricorso avverso diniego di autorizzazione paesaggistica

Il caso della Farmacia di Albano Laziale conferma la necessità di un approccio rigoroso nella pianificazione di interventi in aree vincolate.

La giurisprudenza amministrativa sottolinea l'importanza di rispettare le tempistiche di impugnazione e di proporre progetti realmente innovativi rispetto a quelli già respinti.

Per chiunque si trovi ad affrontare situazioni simili, il supporto di uno studio legale specializzato in diritto amministrativo può fare la differenza, garantendo una gestione strategica delle pratiche e un'adeguata tutela degli interessi commerciali nel rispetto della normativa vigente.

 

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