Quando a essere risarciti sono anche i familiari della vittima
Un grave incidente stradale, un infortunio sul lavoro, un caso di malasanità: eventi che cambiano per sempre la vita di chi li subisce. Ma spesso a pagarne il prezzo non è solo la vittima diretta.
Un figlio che vede il proprio genitore ridotto in stato vegetativo, un coniuge che da un giorno all'altro diventa l'unico caregiver della famiglia, un genitore che assiste impotente alla trasformazione del proprio figlio dopo un trauma devastante — queste persone soffrono, cambiano vita, rinunciano ai propri progetti.
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Infortunio non coperto in Italia in caso di lavoro transnazionale
Avviso. Il presente articolo ha scopo esclusivamente informativo e non costituisce parere legale. Ogni situazione concreta va valutata caso per caso da un professionista abilitato. Se hai subìto un infortunio sul lavoro, rivolgiti immediatamente a un avvocato.
1. Il punto di partenza: la parità di trattamento (sulla carta)
Se sei un lavoratore straniero — comunitario o extracomunitario — che lavora regolarmente in Italia, la legge ti garantisce, in linea di principio, la stessa protezione assicurativa contro gli infortuni riconosciuta ai lavoratori italiani. Questo principio di parità di trattamento è sancito dal Testo Unico sull'immigrazione (D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286) e si traduce, in materia previdenziale e assicurativa, nell'applicazione delle medesime regole vigenti per i lavoratori nazionali. Così, il D.Lgs. 286/1998 all'art. 25 garantisce esplicitamente ai lavoratori stagionali stranieri l'accesso, tra le altre, all'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, e il principio si estende in via generale a tutti i lavoratori stranieri regolarmente occupati in Italia.
Tags: Incidenti Mortali: Lavoro, Strada, Errori Medici
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Infortuni sul lavoro, la colpa del lavoratore non riduce il risarcimento
Chi subisce un infortunio sul lavoro spesso si sente ripetere che l’evento è dipeso anche da una propria distrazione o imprudenza, che “se stava più attento non sarebbe successo”.
L’idea che la colpa del lavoratore possa ridurre automaticamente il risarcimento è molto diffusa, ma è in larga parte smentita dalla giurisprudenza più recente.
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